C’è uno scontro che divide molti giovani da molte aziende. Quello del valore che il giovane pensa di possedere e quello che l’azienda sta cercando di assumere. Molti giovani professionisti, quelli nati negli anni 90, sono cresciuti con l’idea di avere un valore molto alto nel mercato internazionale di talenti. L’unica ragione che non sono […]

C’è uno scontro che divide molti giovani da molte aziende. Quello del valore che il giovane pensa di possedere e quello che l’azienda sta cercando di assumere. Molti giovani professionisti, quelli nati negli anni 90, sono cresciuti con l’idea di avere un valore molto alto nel mercato internazionale di talenti. L’unica ragione che non sono ancora riusciti a lavorare esattamente dove vogliono è perché hanno vissuto un sentimento di “crisi” economica, pensano.

Le aziende invece si trovano in un mondo con sempre più incertezze. Le vendite dipendono da strutture e flussi internazionali. Questi sono decisi dal Trump, dalla Cina, dall’UE, legislazioni ambientali, politiche di tassazione, e molto altro. Le variazioni di quanto possa esportare un’azienda italiana e quanti servizi un’azienda possa offrire dipendono da decisioni e scelte fatte da così tanti consumatori, direttori e politici, che non sembra possibile calcolare su ogni evento in anticipo. Bisogna focalizzarsi sugli affari e fare del meglio. E finché non ci sia una mancanza di personale competente, non c’è altra alternativa che assumere a contratti determinati e a stipendi che raggiungono il limite di quello che possa accettare il candidato prima di sceglere di cercare la fortuna altrove.

Comunque, secondo la nostra esperienza, c’è una grande mancanza di conoscenza di queste cose quando il giovane candidato fa i suoi primi passi nel mondo di lavori. Il giovane porta con sé il sentimento di essere, oppure correre il rischio di diventare, sfruttato. Magari dice anche di no ad alcune offerte pensando “ma, questo stipendio non copre manca i consumi”, “se accetto quest’offerta di stage, mi sfruttano e poi mi buttano per un altro”.

Bisogna allora comunicare al giovane ciò che offrite. Solo spiegare quanto pagherete non basta. Meglio esprimere quanto siete lieti di poter offrirgli un’opportunità che gli farà crescere. Che sia un’occasione non da perdere. Che fate dei sacrifici per formare il giovane e che vedete il suo curriculum come prova della sua capacità e competenza. Che l’assunzione ovvero lo stage e per voi un investimento che durante i primi sei mesi vi costerà, e che sia proprio per il talento che vedete nel giovane candidato che vi interessa assumerlo.